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venerdì 6 febbraio 2026

VETRINA (4) - NON TOGLIERMI LA ROSA (STORIE D'AMORE E SOLITUDINE)

Ripropongo i miei ultimi quattro libri, raggruppando i commenti critici di alcuni lettori.

L'opera Non togliermi la rosa (Storie d'amore e solitudine) di Enzo Sopegno è una raccolta di racconti che esplora l'universo dei sentimenti umani, focalizzandosi sulla dicotomia tra il desiderio di connessione e la realtà dell'isolamento. Il titolo, tratto da una celebre poesia di Pablo Neruda, funge da manifesto programmatico: la "rosa" rappresenta la bellezza e la speranza che l'individuo cerca di preservare nonostante le avversità.

Come suggerisce il sottotitolo, il filo conduttore dell'opera è l'indagine sulla solitudine, non vista solo come assenza di persone, ma come condizione esistenziale. L'amore, in queste storie, appare spesso come una ricerca disperata o una via di fuga. Nel racconto d'apertura, Quei bravi colleghi, la protagonista vive il lavoro come una necessità di riscatto da una "condizione di precarietà", suggerendo che la solitudine sociale e quella affettiva siano strettamente intrecciate.

Sopegno dimostra una spiccata sensibilità nel dare voce a personaggi femminili. La narrazione scava nella psicologia di chi ha vissuto nuclei familiari "monchi" o incompleti, evidenziando come le ferite dell'infanzia influenzino le scelte adulte. La ricerca di stabilità (economica e affettiva) emerge come una forza motrice che spinge i personaggi a muoversi in un mondo spesso percepito come ostile o indifferente.

Un elemento ricorrente nella chiusura del testo è il ricorso al caso. La scena della "moneta" lanciata per decidere un bacio ("testa ci baceremo, croce no") trasforma l'ansia dell'incertezza in un rituale scaramantico. Questo affidarsi a una "fedele consigliera" metallica sottolinea la fragilità dei protagonisti, che preferiscono il "silenzioso vaticinio" del caso alla responsabilità di una scelta o alla paura di un rifiuto.

La prosa è fluida e venata di una malinconia poetica. Sopegno utilizza oggetti quotidiani (come appunto la moneta o il copriletto di lino color rosa antico) per caricare la narrazione di significati simbolici. Il linguaggio è intimo, quasi diaristico, capace di creare un legame immediato di empatia tra il lettore e le "notti insonni" dei protagonisti.

Non togliermi la rosa è un'antologia delicata e profonda, che conferma la capacità di Enzo Sopegno di mappare i territori del cuore umano con precisione e rispetto. Non sono solo storie d'amore, ma cronache di resilienza emotiva.

L'autore riesce a calarsi nei panni dei suoi personaggi con una naturalezza che rende ogni storia credibile e toccante.

Nonostante il tema della solitudine, il libro non scivola mai nel pessimismo assoluto, mantenendo viva quella "rosa" di speranza citata nel titolo.

La capacità di descrivere piccoli gesti e momenti d'attesa carica il racconto di una tensione emotiva costante.

È una lettura consigliata a chi cerca storie che sappiano raccontare la verità dei sentimenti senza filtri. Sopegno parla a chiunque abbia provato il morso della solitudine o la vertigine di un amore incerto, offrendo una riflessione preziosa sulla nostra comune necessità di essere "visti" e amati.

Una raccolta che brilla per onestà e sensibilità. Sopegno ci ricorda che, anche nel buio della solitudine, basta il riflesso di una moneta o il profumo di un ricordo per continuare a sperare in un bacio.

Fino a quel momento, la mia vita sentimentale era stata un vero disastro. Qualche uscita sporadica con le poche amiche, una pizza mangiata in fretta tra gli impegni di lavoro e di studio, un cinema diviso con un ragazzo scostante. Episodi isolati, senza un seguito. La mia energia era stata assorbita dalla lotta quotidiana per la sopravvivenza, dalla necessità di essere un sostegno per mia madre. Non c'era mai stato spazio, né tempo, per coltivare i sentimenti, per abbandonarmi alla leggerezza dell'amore.

Il libro è disponibile, in versione digitale e cartacea, su Amazon o principali librerie online.

 

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