I Green on Red sono stati un pilastro fondamentale del movimento
Paisley Underground, ma con
un'anima decisamente più sporca, polverosa e devota alle radici del rock
americano rispetto ai loro contemporanei.
Originari di Tucson, Arizona, ma stabilitisi a Los Angeles, i Green on Red sono stati i fratelli
ribelli della scena neo-psichedelica degli anni '80. Guidati dal carismatico e
spesso imprevedibile Dan Stuart
e dal talentuoso chitarrista Chuck
Prophet, la band ha evoluto il proprio suono partendo da un organo
psichedelico ossessivo fino ad approdare a un "Country-Rock deviato".
I Green on Red sono considerati,
insieme ai Long Ryders, i padri
nobili di quello che oggi viene chiamato "Alternative Country". La loro musica è un miscuglio di
ballate alcoliche, chitarre sferzanti e un'attitudine punk applicata alle
strutture classiche di Neil Young e dei Rolling Stones.
Contenuta nell'album Gas Food Lodging
(1985), Sixteen Days è il manifesto sonoro della band e uno dei
momenti più alti del rock chitarristico del periodo.
Il brano è costruito su un riff di chitarra circolare che non ti abbandona
più. Ha un incedere ipnotico, quasi un blues rurale accelerato che trasmette un
senso di urgenza e viaggio.
Nel suono emerge il genio di Chuck
Prophet. La sua chitarra non si limita a suonare delle note, ma
"morde". Il tono è acido, graffiante, tipico di chi ha passato troppo
tempo sotto il sole del deserto dell'Arizona.
La voce di Dan Stuart è roca, carica di disperazione e stanchezza. Il testo
evoca immagini di motel, strade infinite e il logorio del tempo che passa (i
sedici giorni del titolo), catturando perfettamente l'estetica del
"viaggio americano" senza filtri.
Sixteen Days occupa un posto d'onore nella storia
del rock alternativo perché, prima che band come gli Uncle Tupelo o i Wilco rendessero popolare il miscuglio tra punk e
country, i Green on Red con questo
brano stavano già tracciando la rotta. Hanno tolto il
"conservatorismo" dal rock tradizionale.
In un anno 1985 dominato da tastiere e produzioni patinate, Sixteen Days riportava al centro
l'interazione viscerale tra chitarra, basso e batteria. Era musica vera,
suonata con il cuore.
Il brano, inoltre, ha influenzato enormemente la scena del "Desert
Rock" californiano e dell'Arizona, portando quegli spazi aperti e desolati
dentro la forma canzone del rock indipendente.
