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venerdì 13 febbraio 2026

CANZONI DELLA GIOVINEZZA (1) - "STILL ILL" - THE SMITHS

(Quindici canzoni che mi hanno fatto amare la musica pop/rock)

The Smiths sono stati la voce definitiva dell'indie rock britannico degli anni '80. In soli cinque anni di attività (1982-1987), hanno riscritto le regole del pop, prendendo le distanze dai sintetizzatori dell'epoca per rifugiarsi in un suono chitarristico scintillante e testi imbevuti di alienazione, ironia e romanticismo disperato.

Il gruppo si basava principalmente sulla convivenza  (spesso non facile) tra due geni.

Paul Morrissey, paroliere e cantante, celebre per il suo stile vocale e per i testi che mescolavano depressione, citazioni letterarie e una tagliente ironia.

Johnny Marr, chitarrista e compositore, capace di creare trame armoniche complesse e arpeggi cristallini che sono diventati lo standard dell'indie-pop.

A completare il gruppo c'erano Andy Rourke (basso) e Mike Joyce (batteria).

The Smiths hanno pubblicato quattro album in studio che rimangono pietre miliari della musica dell'epoca, e non solo.

Still Ill è un brano contenuto nell'album di debutto (The Smiths, il titolo) e rappresenta un concentrato puro dell'estetica della band britannica.

Il pezzo si apre con un'armonica a bocca malinconica di Morrissey, seguita subito dopo dal riff serrato e funk-rock di Marr. Il basso di Rourke è pulsante e melodico, e crea un contrasto dinamico con la voce quasi lamentosa ma decisa di Morrissey. Non c'è mai un momento di stasi; il brano corre frenetico verso una conclusione aperta.

Nel testo, Morrissey esplora il disagio esistenziale e il senso di inadeguatezza verso la società britannica dell'epoca. La frase d'apertura è diventata leggendaria: "I decree today that life is simply taking and not giving, England is mine and it owes me a living." (Decreto oggi che la vita è semplicemente prendere e non dare, l'Inghilterra è mia e mi deve da vivere).

Si tratta di un miscuglio di arroganza giovanile e disperazione adulta, dove il corpo e la mente sembrano non essere mai in sintonia con il mondo esterno.

Still Ill è importante perché ha dato voce a una generazione che non si riconosceva nel materialismo degli anni '80. È l'inno di chi si sente "malato" (ill) in un mondo che invece finge che tutto vada bene. Un vero e proprio manifesto dell'alienazione giovanile.

Si toccano inoltre temi di identità sessuale e personale con una sottigliezza rara per l'epoca. La domanda "Does the body rule the mind, or does the mind rule the body? I dunno..."( È il corpo che governa la mente o la mente che governa il corpo? Non lo so...) solleva interrogativi filosofici profondi.

Il brano, sul piano musicale, stabilisce il canone dell'indie rock: chitarre pulite ma aggressive, ritmi asciutti e una voce che non cerca di essere "bella" nel senso tradizionale, ma autentica.

 





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