L'ultimo giorno di scuola è stato come un respiro profondo dopo una lunga
apnea. Ora che le scuole medie sono finite, sento addosso una libertà nuova,
che quasi mi stordisce. Davanti a me si prospetta un’estate infinita, tanto tempo
a disposizione senza l’ombra dei compiti delle vacanze, prima che l’autunno mi
trascini verso l’incognita delle scuole superiori: un nuovo mondo, compagni
sconosciuti, un altro capitolo della vita che, per ora, preferisco lasciare
chiuso a chiave.
I miei piani sono semplici e bellissimi. Mi vedo già a pedalare senza meta
lungo le stradine di campagna, dove l'aria odora di fieno tagliato e il sole
scotta sulle spalle. Ci saranno le partite a calcio con i miei amici e i
pomeriggi a rincorrere una pallina da tennis, ma so già quale sarà il mio vero
rifugio: la lettura.
Amo i fumetti, di ogni genere e tipologia, ma negli ultimi tempi ho
scoperto che anche i libri hanno una magia tutta loro. Mi immagino seduto in terrazza,
su una comoda sedia a sdraio, o all’ombra fresca del grande albero in giardino,
perso tra le pagine. Il problema è che a casa la mia piccola scorta è esaurita;
ho letto tutto quello che c'era, e non era molto.
Così, ho deciso di dare fondo ai miei risparmi. Ho racimolato quegli
spiccioli accumulati con pazienza, e sono andato nell'unico posto del mio
minuscolo paese che tiene qualcosa da leggere: la cartoleria.
Tra quaderni e astucci e prodotti per la casa, lo scaffale dei libri è
piccolo, ma per me brilla come un tesoro. Ho puntato subito un volume dalla
copertina bellissima: Ventimila leghe sotto i mari.
Conosco già l'autore, Jules Verne,
perché l'anno scorso avevo scovato in casa un altro suo libro, Le
Indie nere, un regalo che era stato fatto a mio fratello. Mi era
piaciuto tanto: raccontava di una comunità di minatori che tornava a vivere
nelle profondità di una vecchia miniera di carbone abbandonata in Scozia,
scoprendo un mondo sotterraneo quasi fatato.
Questo nuovo libro, invece, promette di portarmi negli abissi marini. Parla
del misterioso Capitano Nemo e del suo sottomarino, il Nautilus, che
solca gli oceani dando la caccia a un presunto mostro marino, tra scoperte
scientifiche incredibili e il fascino dell'ignoto subacqueo.
Accanto a quello di Verne, ho scelto un altro libro che mi ha colpito
subito: Otter 3-2 chiama! di uno scrittore norvegese, Leif Hamre. Si tratta di un romanzo
avventuroso che narra di due piloti della Royal Norwegian Air Force che, a
causa di un guasto meccanico durante una tempesta invernale, sono costretti a
un atterraggio d'emergenza tra i ghiacci desolati della Lapponia. È una storia
di sopravvivenza estrema e coraggio, perfetta per bilanciare il caldo
dell'estate con un brivido di gelo artico.
Sono tornato a casa con il cuore leggero e le tasche vuote. Per uno
squattrinato come me, i libri sono costosi, ma mentre salivo le scale
stringendo i miei nuovi acquisti, sapevo che il cambio era vantaggioso. Quei
fogli di carta mi avrebbero dato molto più di qualche moneta.
Ma la vera svolta di quell'estate è arrivata quasi per caso. Vagabondando
con la mia bicicletta, mi sono spinto oltre i confini del paese e ho scoperto
la biblioteca pubblica della cittadina
vicina. È stato come trovare l'Eldorado.
Da quel giorno è iniziato un pellegrinaggio interminabile. Andavo e tornavo
con il portapacchi carico, divorando storie a una velocità tale che l'anno
successivo, il bibliotecario, guardandomi arrivare per l'ennesima volta con la
tessera in mano, mi ha chiesto sbalordito: "Ma insomma, ragazzino... che
cosa ne fai di tutti questi libri? Li mangi?"
Ho sorriso, pensando che in fondo aveva ragione: stavo nutrendo la mia
parte migliore.

