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martedì 10 febbraio 2026

TRADIMENTO

Da sei mesi Davide Alberti tradiva sua moglie. Sei mesi di bugie, di cene saltate, di conversazioni  furtive al telefono. All'inizio, si era convinto di aver trovato un porto sicuro in un'altra donna. Ma quell'approdo era diventato presto una palude, e la sua amante, che un tempo era una soave fanciulla, si era trasformata prima in femmina assatanata e poi in megera lamentosa.

"Passi troppo poco tempo con me, mi trascuri, non sei più appassionato come all'inizio..." Gli rinfacciava un giorno sì e l'altro pure. "Prometti di lasciare tua moglie ma so che non lo farai mai, vi conosco voi uomini!"

Le sue parole affilate erano una minaccia costante, e la situazione era diventata insostenibile. Davide doveva porre fine a quel tormento, ma non era così semplice come chiunque avrebbe potuto pensare. "Lasciala e via," sarebbe stato il semplice suggerimento. Lei, tuttavia, in caso di rottura della relazione, minacciava di raccontare tutto a sua moglie. E lui sapeva che l'avrebbe fatto.

Davide si ritrovò solo in casa, la moglie dalla parrucchiera, libero di pensare. Rifletté a lungo, macinando ogni possibile scenario, e una soluzione, per quanto bizzarra, prese forma nella sua mente. Se anche sua moglie avesse avuto un amante, lui avrebbe potuto confessare il suo tradimento, e lei, a sua volta, il proprio. Pari e patta, un perdono reciproco e la possibilità di ricominciare. E l'amante ricattatrice? Disarmata, le sue minacce si sarebbero sciolte come neve al sole.

Il problema, ovviamente, era che sua moglie un amante non ce l'aveva. O forse sì?

Un sospetto insinuante si fece strada nella mente di Davide. In fondo, pensò, tutte le donne hanno un amante. E alla fine si convinse. Sono soltanto più astute, non si fanno mai scoprire, rimuginò. Lui, invece, intendeva farlo.

Cominciò la sua caccia. Frugò nei cassetti della biancheria, negli scomparti dell'armadio, ma niente. Nulla di strano tra i gioielli che lui le aveva regalato. Niente nella bigiotteria. Scartò l'idea del diario, lei odiava scrivere, si stancava pure a fare la lista della spesa. Il telefono, purtroppo, lo teneva sempre con sé.

Allora passò alle borse, alle borsette, agli zaini. Sperava di trovare una prova inconfutabile, come un paio di profilattici dimenticati, per esempio. Ma le sue mani scivolarono nel vuoto. Era un po' scoraggiato, ma non si arrese. Continuò la perquisizione, stavolta nelle tasche di tutti i suoi vestiti.

E fu proprio lì, in fondo alla tasca di un soprabito, che scovò la sua preda. Uno scontrino. Risaliva a un paio di mesi prima, e riportava la consumazione di due caffè.

Due!

Davide sentì il cuore accelerare. Controllò il nome del bar e l'orario. Un locale lontano dal luogo di lavoro della moglie, e l'ora era nel pieno della giornata lavorativa.

Non può essere stata con una collega, hanno il divieto di uscire dalla fabbrica, ragionò tra sé. La sua teoria si faceva sempre più solida. È uscita in permesso e ha incontrato l'amante! E ha dimenticato di distruggere la prova!

Soddisfatto, intascò il pezzo di carta. Ora non doveva far altro che aspettare il ritorno della moglie.

Non dovette attendere a lungo. La porta si aprì e lei entrò, vivace e gioviale come sempre.

"Ciao Davide," lo salutò con un sorriso.

Lui non rispose subito, l'espressione seria.

"Che cosa c'è?" gli chiese lei, accorgendosi del suo umore.

"Vorrei parlarti di una cosa," rispose lui, la voce tesa.

"Aspetta che mi tolgo le scarpe," disse lei. "Ho finito un po' prima, sono passata a prendere i caffè".

"I caffè?" chiese Davide, interdetto.

Lei si mise a ridere.

"Sì! Ho chiesto un caffè lungo, e quel barista imbranato mi ha portato una tazzina con un dito di liquido. L'ho bevuto lo stesso (un unico sorso!) ma poi gli ho detto: un altro! Sai, non è la prima volta che mi succede. A me piace che il caffè sia abbondante!"

Davide la guardò, la prova schiacciante che teneva in tasca si stava dissolvendo.

"Quando sei con me non lo fai mai" disse.

"Lo so, mi vergogno..." ribatté lei, arrossendo appena. "Ehi, ma non dovevi dirmi qualcosa?" aggiunse la donna, cambiando argomento.

"Nulla di importante" disse lui cupo. "Anzi, me lo sono addirittura dimenticato".

 

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