I Triffids incarnano l'anima più selvaggia, letteraria e
desolata del post-punk. Nati a Perth, in Australia, sono stati i poeti del
"bush" (cespuglio) e del deserto, guidati dal genio tormentato di David McComb.
Attivi principalmente negli anni '80, i Triffids
sono stati una delle esportazioni musicali più raffinate d'Australia. La loro
musica, spesso definita "Country-Gothic"
o "Wide Open Road Sound"
(genere musicale che esprime senso di desolazione e libertà), fonde il
rock psichedelico, il folk e il post-punk con testi di alta caratura poetica.
A differenza dei loro contemporanei, i Triffids
riuscivano a far suonare gli spazi vuoti: la loro musica evoca il calore
accecante, la polvere e l'isolamento geografico della loro terra d'origine.
Tratta dall'album d'esordio Treeless Plain (1983), Hell of a
Summer è un pezzo viscerale che colpisce per il suo contrasto emotivo.
Il brano è sorretto da un ritmo incalzante e quasi tribale. Le chitarre
sono taglienti, nervose, e creano una tensione che non si risolve mai del
tutto.
La voce di David McComb è baritonale, profonda e carica di un'urgenza
drammatica. Sembra quasi che stia lottando contro gli elementi climatici descritti
nel testo.
Nonostante il titolo richiami l'estate, nel pezzo non c'è nulla di solare.
È un'estate claustrofobica, fatta di caldo insopportabile e tensione
psicologica. È la descrizione di un esaurimento nervoso sotto il sole cocente.
Hell of a Summer è un pilastro della discografia dei Triffids e del rock australiano per
diverse ragioni.
Innanzitutto è uno dei primi brani a
definire l'abilità di McComb nel trasformare il meteo e l'ambiente in stati
d'animo. Il "caldo" non è solo clima, è una condizione dell'esistenza
umana.
Il brano è un vero e proprio ponte tra i generi. Riesce a unire l'energia
del punk con una struttura narrativa quasi teatrale, anticipando il sound che
avrebbe reso celebre l'album capolavoro Born Sandy Devotional (1986).
Fu inoltre la canzone che aiutò la band a farsi notare in Europa
(soprattutto nel Regno Unito e in Belgio), dimostrando che il rock australiano
non era solo "hard rock" alla AC/DC, ma poteva essere colto, oscuro e
profondamente introspettivo.




