L'aria
all’interno del palazzetto è satura di tensione ed elettricità. Potenti
riflettori illuminano a giorno la pedana dell'incontro internazionale di
ginnastica ritmica.
Tra
le atlete della Nazionale spicca Tania. Ha sedici anni ed è uno spettacolo per gli
occhi: una chioma di capelli neri come la notte che le incornicia il viso, due
occhi verdi penetranti e una figura slanciata, plasmata da anni di allenamenti
durissimi. Tania sa di essere bellissima. Conosce il potere del suo sguardo e
la grazia di ogni suo movimento, ed è animata da un'ambizione sfrenata: per lei
esiste solo la vittoria.
Oggi,
però, vincere è un’impresa quasi impossibile. Le avversarie sono al picco della
forma, in particolare la ginnasta polacca, che ha appena completato un
esercizio impeccabile.
Tania
osserva il tabellone con gli occhi socchiusi. Poi, il suo sguardo si sposta
poco più in là, verso il tavolo della giuria, e sosta su un dettaglio preciso.
Il Presidente della giuria è un uomo affascinante: ha circa quarant'anni,
capelli scuri curati nei minimi dettagli, una carnagione dorata
dall'abbronzatura e un'eleganza naturale che spicca.
L'idea
balena nella mente di Tania in un frazione di secondo. Se non posso vincere
solo con i punteggi tecnici, farò
innamorare di me quell'uomo. Mi favorirà.
Si
volta verso Monica, la sua compagna di squadra, sfoggiando un sorriso pieno di
sicurezza.
«Vedi
quel giudice al centro? Il Presidente?» mormora Tania, indicandolo appena con
il mento. «Prima che io salga su quella pedana, sarà completamente perso di me.
E i suoi voti decideranno la mia vittoria.»
Monica
la guarda ad occhi sgranati, incredula. «Sei pazza?» dice scettica, scuotendo
la testa. «E comunque hai pochissimo tempo, ti esibisci tra cinque minuti!»
«Guarda
e impara,» ribatte Tania.
La ragazza
entra in azione. Mentre riscalda i muscoli a bordo pedana, comincia a lanciare
al Presidente sguardi intensi, infuocati. L'uomo se ne accorge, la fissa per un
istante e tradisce un velo di imbarazzo. Tania accentua i movimenti: ogni
allungamento, ogni piegamento diventa una danza sensuale e provocante, studiata
per attirare la sua attenzione. Dopo qualche secondo, l'uomo distoglie lo
sguardo, sistemandosi la cravatta, a disagio.
Ci
siamo! pensa Tania con
entusiasmo. È già cotto.
Per
dare il colpo di grazia, decide di rischiare il tutto per tutto. Con addosso il
succinto costumino da gara tutto luccicante, cammina con finta indifferenza
proprio davanti al tavolo dei giudici. A pochi passi dal Presidente, si gira di
scatto e finge che le scivoli di mano un fermacapelli. Con estrema lentezza si
china a raccoglierlo, proprio di fronte a lui, offrendo alla giuria una vista
decisamente strategica del suo posteriore.
Si
rialza, lancia un ultimo sguardo ammiccante e cammina verso la pedana. È
fatta.
L'esibizione
di Tania è fantastica. Il nastro vola leggero, le difficoltà corporee sono
eseguite con precisione ed eleganza. Quando termina la prova, il palazzetto
esplode in un boato. Tania è soddisfatta, ma l'ansia rimane: basterà per
superare la fortissima rivale polacca?
Raggiunge
di nuovo Monica nella zona d'attesa, entrambe con il fiato sospeso verso il
tabellone luminoso. Dopo minuti che sembrano secoli, i numeri compaiono sul
display.
Mezzo
punto in più della polacca! Tania ha vinto!
Andando
a controllare la scomposizione dei voti sul monitor, il quadro è chiarissimo:
quel mezzo punto decisivo le è stato attribuito proprio dal Presidente della
giuria.
Monica
è visibilmente stupita, a bocca aperta. «Ce l'hai fatta...» bisbiglia la
compagna. «Sei riuscita a fargli perdere la testa in pochissimi minuti!»
Tania
sorride con compiacimento, gustandosi il momento. Il suo potere di seduzione è
enorme, infallibile. Monica accenna un sorriso e continua a fare complimenti,
ma è divorata dall'invidia; è una bella ragazza anche lei, ma sa di non
possedere quell'ascendente sugli uomini.
Proprio
in quel momento, Francesca, l'altra compagna di squadra, arriva di corsa verso
di loro.
«Tania!
Fantastica! Che gara!» esclama subito la ragazza, abbracciandola. Poi però
cambia espressione, abbassa la voce e si avvicina a loro con fare cospirativo.
«Ragazze, dovete sapere cosa ho appena scoperto...»
Le
due atlete si sporgono verso di lei, incuriosite. «Cosa?» chiede Monica.
«Ho
saputo che il Presidente della giuria, quel bell'uomo... è gay dichiarato!»
bisbiglia Francesca, prima di non riuscire più a trattenersi e scoppiare in una
risata a crepapelle. «Che spreco, ragazze! Che spreco!»
Monica
spalanca gli occhi per un secondo prima di lasciarsi andare a una risata
sollevata, mentre Tania resta immobile. Provando a salvarsi la faccia, forza le
labbra in un accenno di risata, ma il suono che le esce dalla gola è freddo e
tirato.
In
un secondo, tutta la soddisfazione svanisce. La vittoria è sua, certo, ed è
arrivata solo ed esclusivamente per le sue straordinarie capacità atletiche e
non per un gioco di seduzione, ma per Tania, in quel momento, la medaglia d'oro
ha perso improvvisamente tutto il suo brillante valore.







