Ripropongo i miei ultimi quattro libri, raggruppando i commenti critici di
alcuni lettori.
L'opera Non togliermi la rosa (Storie
d'amore e solitudine) di Enzo Sopegno è una raccolta di racconti che
esplora l'universo dei sentimenti umani, focalizzandosi sulla dicotomia tra il
desiderio di connessione e la realtà dell'isolamento. Il titolo, tratto da una
celebre poesia di Pablo Neruda, funge da manifesto programmatico: la
"rosa" rappresenta la bellezza e la speranza che l'individuo cerca di
preservare nonostante le avversità.
Come suggerisce il sottotitolo, il
filo conduttore dell'opera è l'indagine sulla solitudine, non vista solo come
assenza di persone, ma come condizione esistenziale. L'amore, in queste storie,
appare spesso come una ricerca disperata o una via di fuga. Nel racconto
d'apertura, Quei bravi colleghi, la protagonista vive il lavoro come una
necessità di riscatto da una "condizione di precarietà", suggerendo
che la solitudine sociale e quella affettiva siano strettamente intrecciate.
Sopegno dimostra una spiccata
sensibilità nel dare voce a personaggi femminili. La narrazione scava nella
psicologia di chi ha vissuto nuclei familiari "monchi" o incompleti,
evidenziando come le ferite dell'infanzia influenzino le scelte adulte. La ricerca
di stabilità (economica e affettiva) emerge come una forza motrice che spinge i
personaggi a muoversi in un mondo spesso percepito come ostile o indifferente.
Un elemento ricorrente nella
chiusura del testo è il ricorso al caso. La scena della "moneta"
lanciata per decidere un bacio ("testa ci baceremo, croce no")
trasforma l'ansia dell'incertezza in un rituale scaramantico. Questo affidarsi
a una "fedele consigliera" metallica sottolinea la fragilità dei
protagonisti, che preferiscono il "silenzioso vaticinio" del caso
alla responsabilità di una scelta o alla paura di un rifiuto.
La prosa è fluida e venata di una
malinconia poetica. Sopegno utilizza oggetti quotidiani (come appunto la moneta
o il copriletto di lino color rosa antico) per caricare la narrazione di
significati simbolici. Il linguaggio è intimo, quasi diaristico, capace di
creare un legame immediato di empatia tra il lettore e le "notti insonni"
dei protagonisti.
Non togliermi la rosa è un'antologia delicata e profonda,
che conferma la capacità di Enzo Sopegno di mappare i territori del cuore umano
con precisione e rispetto. Non sono solo storie d'amore, ma cronache di
resilienza emotiva.
L'autore riesce a calarsi nei panni
dei suoi personaggi con una naturalezza che rende ogni storia credibile e
toccante.
Nonostante il tema della solitudine,
il libro non scivola mai nel pessimismo assoluto, mantenendo viva quella
"rosa" di speranza citata nel titolo.
La capacità di descrivere piccoli
gesti e momenti d'attesa carica il racconto di una tensione emotiva costante.
È una lettura consigliata a chi
cerca storie che sappiano raccontare la verità dei sentimenti senza filtri.
Sopegno parla a chiunque abbia provato il morso della solitudine o la vertigine
di un amore incerto, offrendo una riflessione preziosa sulla nostra comune
necessità di essere "visti" e amati.
Una raccolta che brilla per onestà e
sensibilità. Sopegno ci ricorda che, anche nel buio della solitudine, basta il
riflesso di una moneta o il profumo di un ricordo per continuare a sperare in
un bacio.
Fino a quel momento, la mia vita sentimentale era
stata un vero disastro. Qualche uscita sporadica con le poche amiche, una pizza
mangiata in fretta tra gli impegni di lavoro e di studio, un cinema diviso con
un ragazzo scostante. Episodi isolati, senza un seguito. La mia energia era
stata assorbita dalla lotta quotidiana per la sopravvivenza, dalla necessità di
essere un sostegno per mia madre. Non c'era mai stato spazio, né tempo, per
coltivare i sentimenti, per abbandonarmi alla leggerezza dell'amore.
Il libro è disponibile, in versione
digitale e cartacea, su Amazon o principali librerie online.







