A
scuola ci è venuta la fissazione per gli elastici. Non ricordo più chi ha
cominciato, ma chi se ne importa!
Raccattiamo
tutti gli elastici che troviamo a casa, se mia madre mi becca son guai, perché
dice sempre che quando gliene serve uno non lo trova mai, ce li mettiamo in
tasca e li portiamo a scuola.
Sul
pulman, che puzza sempre di nafta perché lo lavano con quella, anche dentro,
niente battaglia. C'è un controllore, un vecchio bisbetico, e se si accorge di
qualcosa ci prende a scapaccioni, poi dice all'autista di fermarsi e ci fa
scendere.
A
scuola, invece, è tutta un'altra cosa! Prima di entrare e tra un'ora e l'altra
e nell'intervallo si scatena il combattimento. Ci dividiamo in due squadre e ci
tiriamo gli elastici. Ci sono delle regole precise: non si può tirare a
bruciapelo e non si può tirare negli occhi. Sulle guance sì, perché è dove
brucia di più! Tutto il resto va bene, anche se pure sulle braccia nude fa
assai male! Le ragazze ci guardano: fanno finta di essere schifate, ma io so
che invece a loro piace vederci battagliare, anche se stanno ben distanti per
evitare di prendere un'elasticata.
A
volte facciamo anche tiro al bersaglio, posizionando dei piccoli oggetti e poi
tirando a turno, ma a me piace di più tirare sui miei compagni e sentire le
loro urla di dolore... che a volte sono anche le mie! Comunque io sono uno dei
più bravi, e tutti mi vogliono sempre nella loro banda.
Il
problema è che ci sono pochi elastici. Dopo un po' finiscono. Recuperiamo
quelli tirati ma, chissà perché, ne mancano sempre un sacco. Sembra che
spariscano... ma dove diavolo vanno a finire?
Giorgio,
il mio compagno di banco, ha proposto di comprarli: ha scoperto che in
cartoleria li vendono. Lo abbiamo guardato tutti di brutto: i pochi soldi che
abbiamo devono essere spesi solo in figurine!
A me
però l'altro giorno è venuta un'idea. Cioè, in realtà è venuta a mio fratello.
Mi ha detto: «Quando esci da scuola vai al mercato, vicino ai banchi di
frutta e verdura, è pieno di elastici!». Subito pensavo mi prendesse in
giro, ma poi ho capito che parlava sul serio. E allora il giorno dopo l'ho
fatto: sono uscito da scuola e, senza dire nulla ai miei compagni (mica sono
scemo!), sono andato al mercato. Non conosco bene la città e ho dovuto chiedere
a un sacco di gente, ma alla fine l'ho trovato.
I
banchi stavano già smontando, ma mio fratello aveva ragione! A terra c'era un
sacco di elastici! E pure di quelli lunghi, che sono i più ricercati: noi li
chiamiamo fucili, perché hanno una gittata più lunga di quelli corti, le
pistole.
Mi
sono riempito le tasche, ma poi è sorto un problema: non sapevo più tornare
alla scuola (anche se forse il bus era già partito) e tanto meno a casa. Ho
cominciato a sentirmi perso, stavo quasi per mettermi a piangere, quando ho
avuto un colpo di fortuna! Un mio vicino di casa, che era venuto al mercato, mi
ha riconosciuto e mi ha chiesto se volevo un passaggio. Salvo!
Quando
sono tornato a casa, in grave ritardo, mia madre era in apprensione. E
arrabbiata! Dopo avermi dato un meritato ceffone, ha subito notato le mie
tasche gonfie. Ho tirato fuori gli elastici (caspita, erano davvero tanti!):
"Tieni" ho detto a mia mamma, "sono per te! Dici sempre che non
ne hai mai uno e allora ho pensato di prenderli".
Ero
stato abbastanza convincente: a mia madre è passata subito la rabbia, quasi si
è commossa, e mi ha detto addirittura che non lo avrebbe detto a mio padre.
L'avevo
scampata, sì... ma ero di nuovo disarmato!


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