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martedì 30 dicembre 2025

LA DIETA DELL' ANIMA

Claudia Moretti aveva quarantadue anni ed era manager di una grande multinazionale. Alta, elegante, sempre impeccabile nei tailleur scuri e nei tacchi sottili, portava con sé un’atmosfera di potere e determinazione. Ma dietro quell’immagine di successo si nascondevano in lei un turbine di pensieri inutili e negativi: ansia costante, insonnia, relazioni tossiche con falsi amici e partner che la usavano per convenienza. Ogni giorno era una corsa senza tregua, e la sua mente non trovava mai pace.

Il lavoro le lasciava pochissimo tempo per sé. Tornava a casa tardi, stanca, con la testa ancora piena di riunioni e scadenze. Sentiva che doveva fare qualcosa per non soccombere. Così decise di affidarsi a un guru che operava online.

L’uomo si faceva chiamare Armand, e appariva sullo schermo come un incrocio tra uno psicologo e un santone orientale: barba lunga e curata, voce calma e ipnotica, occhi che sembravano leggere dentro l’anima. Parlava di equilibrio, di purificazione, di liberarsi dai pesi invisibili che opprimono lo spirito.

Ogni sera, appena rientrata, Claudia si collegava con lui. Non cenava neppure, non si concedeva altre distrazioni: restava incollata alle sue parole, alle sue "lezioni". Poco a poco smise di frequentare altre persone. Le serate con amici, le chiamate, persino i messaggi dei colleghi fuori dall’orario di lavoro venivano ignorati. La sua vita si ridusse a due momenti: il lavoro e le sessioni con Armand.

La situazione andò avanti per mesi. Claudia si lasciava guidare, come se fosse ipnotizzata. Eppure, lentamente, cominciò a sentirsi meglio. I pensieri negativi si diradarono. L’ansia si attenuò. Dormiva di più e con un sonno più profondo. Non si sentiva più oppressa dalle relazioni malsane: era come se le avesse cancellate dalla mente. Provava una calma nuova, un grande senso di leggerezza.

Una sera, Armand le disse con voce ferma: "Le nostre lezioni sono giunte al termine. Non hai più bisogno di me. Ora stai bene, e puoi cavartela da sola".

Claudia rimase sorpresa. Una parte di lei temeva di non farcela senza quella guida, ma subito dopo provò sollievo. Era contenta: il suo percorso psicologico e spirituale aveva dato ottimi risultati.

Dal giorno dopo, Claudia tornò a frequentare persone, a uscire con colleghi e amici. Ma presto si accorse con sgomento che qualcosa non andava.

La "dieta dell’anima" che aveva praticato aveva avuto persino troppo successo. Era come se fosse dimagrita dentro, svuotata. Non provava più emozioni. Non riusciva a piangere, a ridere, a commuoversi. Non sentiva pietà, né amore. Non sentiva più niente.

Le conversazioni le sembravano vuote, i volti delle persone indistinguibili. Persino i ricordi delle relazioni passate non le suscitavano nulla. Era diventata una macchina perfetta: efficiente, calma, imperturbabile. Ma priva di cuore.

Claudia Moretti, la manager di successo, aveva finalmente trovato la pace. Ma era una pace sterile, senza lacrime né gioie. Guardandosi allo specchio, vide un volto bellissimo e imperturbabile, come quello di una statua. E capì che Armand aveva davvero mantenuto la promessa: l’aveva liberata dai pesi dell’anima. Lo aveva fatto molto bene. Troppo.

Adesso non era più schiava delle emozioni. Ma non era più umana.

 

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