Il
signor Gino era un uomo anziano, alto e ossuto, con la schiena leggermente
curva e un volto segnato da rughe profonde. I suoi occhi grigi, sempre
socchiusi, sembravano scrutare con diffidenza chiunque gli si avvicinasse.
Portava sempre un cappotto logoro e un cappello calato sugli occhi, e il suo
passo lento e pesante faceva pensare a un uomo che portava sulle spalle un
fardello invisibile.
Viveva
in una piccola casa proprio al centro del paese ma, nonostante la posizione
favorevole, nessuno lo frequentava. Da quando era arrivato, anni prima, lo
avevano sempre visto solo. Non aveva amici né parenti, non andava mai in
chiesa, non si fermava al bar, e quando entrava nei negozi si esprimeva
soltanto con monosillabi bruschi e sbrigativi. Era una persona strana, e tutti
lo evitavano.
I
bambini, addirittura, ne avevano paura. Quando giocavano per la strada,
giravano al largo dalla sua casa, convinti che quell’uomo burbero potesse
scacciarli con uno sguardo.
Eppure,
ogni anno a Natale, il signor Gino faceva una cosa insolita. Invece di
preparare un albero addobbato come tutti gli altri, accendeva una sola candela
alla finestra. Nessuno ne capiva il motivo, e quella luce solitaria era
diventata un enigma che alimentava la curiosità dei più piccoli.
Quell’anno,
un gruppo di bambini, in vacanza da scuola, si ritrovò a giocare proprio davanti
alla casa del signor Gino, anche se a debita distanza. La candela era accesa,
come sempre. I bambini la notarono, ma, come al solito, non si avvicinarono.
Avevano paura di quell’uomo.
Tra
loro, però, c’era Antonio, un ragazzino vivace e curioso. "Voglio andare a
fare gli auguri al signor Gino. Venite anche voi?" propose.
Uno
dopo l’altro, gli amici si tirarono indietro. Nessuno aveva voglia di suscitare
l'ira del vecchio. Ma Antonio non si lasciò scoraggiare. "Vuol dire che ci
andrò da solo" disse con decisione.
Si
avvicinò alla casa e suonò il campanello. Gli amici lo guardarono da lontano, un
po' preoccupati.
Il
signor Gino apparve sulla soglia, con il volto severo e un fare minaccioso.
Antonio, però, non si lasciò intimorire. Indicò la candela accesa e gli domandò
qualcosa con voce chiara. L’anziano lo fissò a lungo, poi il suo volto si
addolcì. Parlò con Antonio, e alla fine lo salutò persino con un tono gioviale,
quasi paterno.
Gli
amici di Antonio rimasero sbalorditi. "Che cosa gli hai detto?"
chiesero curiosi.
"Domani
vi spiegherò" rispose Antonio. "Però dovete fare un favore: dite a
tutti quelli che conoscete e spargete la voce. Tutto il paese deve accendere
una candela alla finestra".
La
mattina di Natale, quando il signor Gino uscì di casa per pulire il vialetto
dalla neve, alzò lo sguardo e rimase immobile. In tutte le case del paese
brillava una candela accesa alla finestra. Per la prima volta dopo tantissimo
tempo, sorrise.
Quell’anno
non soltanto lui aveva ricordato Natalia, la sua povera moglie morta tanto giovane,
ma lo avevano fatto tutti quelli che lo circondavano. E il paese, illuminato da
centinaia di piccole fiamme, sembrava più caldo e più unito che mai.


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