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lunedì 22 dicembre 2025

IL GIOCATTOLO ROTTO


 

In un piccolo villaggio di montagna, tutto innevato e silenzioso, le case di pietra parevano stringersi l’una all’altra per difendersi dal gelo. I tetti erano coperti da uno spesso manto bianco, e dalle finestre filtrava appena la luce delle candele. Era un luogo povero, dove la vita scorreva dura e semplice, eppure il Natale portava sempre con sé un brivido di attesa.

Quel dicembre, però, la neve sembrava più pesante del solito, e la povertà ancora più crudele. Molti bambini del villaggio non avrebbero ricevuto alcun dono: le famiglie non avevano denaro, e persino Babbo Natale, che tutti speravano passasse tra quei monti, pareva aver smarrito la strada.

In una casetta ai margini del paese viveva la famiglia di Giovanni. Anche loro erano poveri, ma grazie a un’associazione di carità erano riusciti a procurare un regalo per il figlio. Si trattava di un trenino di latta, dipinto con colori vivaci: il rosso della locomotiva brillava come una fiamma, i vagoni verdi e blu erano ornati da piccoli dettagli dorati. Era un giocattolo bello, ma purtroppo rotto: le ruote non giravano più, e il meccanismo che avrebbe dovuto farlo correre era rovinato.

I genitori, dispiaciuti, si scambiarono uno sguardo malinconico. Alla fine comunque pensarono che, dopotutto, sarebbe stato meglio di niente. Il loro Giovanni, almeno, avrebbe avuto qualcosa da stringere tra le mani.

La mattina di Natale, quando il bambino scartò il pacchetto e vide il trenino, i suoi occhi si illuminarono. Non si lamentò, non chiese spiegazioni: lo accarezzò con delicatezza e sorrise, come se quel piccolo dono fosse il più prezioso del mondo.

Nel pomeriggio, Giovanni si avvicinò ai genitori e chiese: "Posso andare da Aldo a giocare con il trenino? Lui non ha ricevuto nulla. Persino Babbo Natale si è dimenticato di lui. I suoi genitori dicono che, vivendo più lontani dal paese, Babbo Natale non ha trovato la strada".

Aldo era un suo amichetto, la cui famiglia era ancora più povera della sua.

I genitori si guardarono, colpiti dalla bontà del figlio. Gli accordarono il permesso, ma gli ricordarono, con un po’ di tristezza: "Giovanni, il trenino non funziona, come farete a giocare?"

Il bambino sorrise, stringendo il giocattolo tra le mani. "Non importa" rispose con voce serena. "Immagineremo insieme che funziona".

E così, con il cuore leggero e la neve che cadeva lenta intorno a lui, Giovanni uscì di casa. Il suo passo lasciava impronte piccole e decise sul sentiero bianco, mentre portava con sé non soltanto un trenino rotto, ma la magia della generosità e della fantasia, che nessuna povertà avrebbe mai potuto spegnere.

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