In
un piccolo villaggio di montagna, tutto innevato e silenzioso, le case di
pietra parevano stringersi l’una all’altra per difendersi dal gelo. I tetti
erano coperti da uno spesso manto bianco, e dalle finestre filtrava appena la
luce delle candele. Era un luogo povero, dove la vita scorreva dura e semplice,
eppure il Natale portava sempre con sé un brivido di attesa.
Quel
dicembre, però, la neve sembrava più pesante del solito, e la povertà ancora più
crudele. Molti bambini del villaggio non avrebbero ricevuto alcun dono: le
famiglie non avevano denaro, e persino Babbo Natale, che tutti speravano
passasse tra quei monti, pareva aver smarrito la strada.
In
una casetta ai margini del paese viveva la famiglia di Giovanni. Anche loro
erano poveri, ma grazie a un’associazione di carità erano riusciti a procurare
un regalo per il figlio. Si trattava di un trenino di latta, dipinto con colori
vivaci: il rosso della locomotiva brillava come una fiamma, i vagoni verdi e
blu erano ornati da piccoli dettagli dorati. Era un giocattolo bello, ma
purtroppo rotto: le ruote non giravano più, e il meccanismo che avrebbe dovuto
farlo correre era rovinato.
I
genitori, dispiaciuti, si scambiarono uno sguardo malinconico. Alla fine
comunque pensarono che, dopotutto, sarebbe stato meglio di niente. Il loro Giovanni,
almeno, avrebbe avuto qualcosa da stringere tra le mani.
La
mattina di Natale, quando il bambino scartò il pacchetto e vide il trenino, i
suoi occhi si illuminarono. Non si lamentò, non chiese spiegazioni: lo
accarezzò con delicatezza e sorrise, come se quel piccolo dono fosse il più
prezioso del mondo.
Nel
pomeriggio, Giovanni si avvicinò ai genitori e chiese: "Posso andare da
Aldo a giocare con il trenino? Lui non ha ricevuto nulla. Persino Babbo Natale
si è dimenticato di lui. I suoi genitori dicono che, vivendo più lontani dal
paese, Babbo Natale non ha trovato la strada".
Aldo
era un suo amichetto, la cui famiglia era ancora più povera della sua.
I
genitori si guardarono, colpiti dalla bontà del figlio. Gli accordarono il
permesso, ma gli ricordarono, con un po’ di tristezza: "Giovanni, il
trenino non funziona, come farete a giocare?"
Il
bambino sorrise, stringendo il giocattolo tra le mani. "Non importa"
rispose con voce serena. "Immagineremo insieme che funziona".
E
così, con il cuore leggero e la neve che cadeva lenta intorno a lui, Giovanni
uscì di casa. Il suo passo lasciava impronte piccole e decise sul sentiero
bianco, mentre portava con sé non soltanto un trenino rotto, ma la magia della
generosità e della fantasia, che nessuna povertà avrebbe mai potuto spegnere.


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