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martedì 12 maggio 2026

GIOCHI NELL'ERBA

Mangi in fretta, quasi senza masticare. Una domenica sì e una no, il ritmo del tuo tempo libero é scandito dal calendario del campionato di calcio dilettanti. Butti giù l'ultimo boccone e ti alzi da tavola: vuoi andare a vedere la partita, giù in paese, dove gioca la squadra del tuo paese.

Per fare più in fretta, decidi di non seguire la strada asfaltata. Ti incammini attraverso i campi, tagliando dritto verso la meta. Ti muovi con cautela, facendo attenzione a non calpestare le coltivazioni che a fine maggio sono già rigogliose e cariche di promesse; cammini lungo i fossi, in equilibrio tra l'erba alta e la terra smossa.

Arrivi al campetto giusto in tempo. Le squadre sono già quasi pronte a dare inizio alla sfida. Ti dirigi con passo sicuro verso il tuo posto: ti sistemi, come sempre, dietro la porta della tua squadra. È da lì che godi della visuale migliore, quasi a voler proteggere anche tu quella linea bianca tra i due pali.

Vedi arrivare il portiere. Tasca è il tuo idolo. Ha già una certa età e, a guardarlo bene, non è molto alto per essere un portiere; è un po' tracagnotto, ha persino un accenno di pancia che spunta dalla maglia grigia. Anche nell'aspetto sembra sempre un po' trascurato, come se si fosse appena alzato dal letto: gli occhi sono assonnati, i capelli arruffati e sul viso ha un'ombra di barba non rasata.

Eppure, sai che tra i pali è un vero giaguaro. Certo, per via della statura le uscite non sono esattamente il suo forte, anche se se la cava con l'esperienza; ma sulla linea è un vero portento. Sembra che abbia le molle sotto i piedi ogni volta che scatta per deviare un pallone impossibile.

La squadra avversaria è forte, la prima in classifica, e lo dimostra subito. Attaccano per tutto il primo tempo, schiacciandovi nella vostra area. Ma grazie a una difesa disperata e ad alcune strepitose parate di Tasca, che vola da un palo all'altro, si finisce sullo zero a zero. Reti inviolate.

Nell'intervallo, senti il bisogno di muoverti. Fai due passi fuori dal recinto per smaltire la tensione dell'incontro. Nel prato accanto al campetto noti un capannello di persone. Ti avvicini incuriosito e riconosci le facce: sono ragazzi e ragazze delle case popolari. Tra loro, scorgi Dina, una tua compagna di scuola.

Ridono e scherzano facendo rumore. Oggi fa molto caldo e Dina è sdraiata sul prato accanto a un ragazzo molto più grande di lei. All'improvviso, rimani sbalordito: vedi che si baciano con una foga che non ti saresti mai aspettato. Iniziano a rotolarsi sull'erba, avvinghiati l'uno all'altra, mentre lei ride a tutto spiano, con una vitalità quasi sfrontata.

Rimani molto turbato dalla scena. Pensi a Dina quando è in classe: tra i ragazzi delle case popolari è l'unica brava a scuola, ma è sempre così seria, non parla quasi mai, sta sempre isolata da tutti, chiusa nel suo silenzio.

Tutto quello che vedi ora è in violento contrasto con l'immagine che avevi di lei. Dina continua a ridere, a schiamazzare e a stringersi a quel ragazzo grande e sconosciuto. Ti senti un intruso. Ti allontani velocemente, col cuore che batte forte, per il timore di essere riconosciuto. Sei imbarazzato, confuso, scosso.

Riprendi posizione dietro la porta della tua squadra. Il secondo tempo è già iniziato, ma per te la partita è cambiata. Guardi il campo in maniera distratta, quasi non ti accorgi di ciò che accade. I contrasti, i lanci, le urla dei tifosi ti arrivano come un ronzio lontano.

Anche Tasca è cambiato ai tuoi occhi. Non lo vedi più come un eroe della domenica, ma solo come un vecchio giocatore un po' sciatto, un uomo appesantito che arranca tra i pali. Il fascino del calcio si è improvvisamente spento.

Non aspetti nemmeno il fischio finale. Te ne vai prima che la partita sia finita, voltando le spalle al campo. Cammini verso casa, ma in mente non hai le azioni o le parate; continui a rivedere quegli altri giochi nell'erba, quelli a cui stava giocando Dina.


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