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sabato 18 aprile 2026

CANZONI DELLA GIOVINEZZA (10) - "DIRTY OLD TOWN" - THE POGUES

(Quindici canzoni che mi hanno fatto amare la musica pop/rock)

Parlare dei Pogues significa immergersi in un fiume di birra, poesia di strada e rabbia punk. Sono stati loro i primi a dimostrare che il folk tradizionale non apparteneva solo ai musei, ma poteva avere le cicatrici della Londra post-industriale.

Nati a Londra nel 1982 sotto il nome di Pogue Mahone (una traslitterazione gaelica di un insulto piuttosto esplicito), i Pogues sono stati la creatura di Shane MacGowan, un poeta maledetto con la voce roca e un talento cristallino per la scrittura.

La loro intuizione geniale è stata quella di fondere la musica tradizionale irlandese (banjo, tin whistle, fisarmonica) con l'energia nichilista e l'attitudine del punk rock. I Pogues hanno dato voce alla diaspora irlandese, raccontando storie di immigrazione, sbornie colossali, sogni infranti e romanticismo disperato.

Sebbene inclusa nel loro capolavoro Rum, Sodomy & the Lash (1985), la canzone non è un brano originale dei Pogues, ma una cover scritta da Ewan MacColl nel 1949. Tuttavia, la versione dei Pogues è diventata quella definitiva nell'immaginario collettivo.

Il brano si apre con l'armonica malinconica di Jem Finer, che evoca immediatamente l'immagine di un'alba grigia su una città industriale. Rispetto alla versione folk originale, i Pogues infondono una pesantezza emotiva più profonda.

Shane MacGowan non "canta" semplicemente; lui incarna la città. La sua voce stanca e strascicata rende onore alla bellezza sporca delle strade di cui parla il testo.

Il pezzo riesce a essere contemporaneamente una struggente ballata d'amore e un lamento per la decadenza urbana. Il ritmo è cadenzato, quasi come una camminata stanca verso casa dopo una notte di lavoro o di bevute.

Dirty Old Town ha un peso specifico enorme per diverse ragioni.

Innanzitutto il brano sposta il focus della musica folk dalla campagna alla città industriale (nello specifico Salford, vicino a Manchester), dando nobiltà estetica ai "muri di mattoni neri" e ai "canali gassosi".

Grazie a questa superba interpretazione, i Pogues hanno avvicinato le giovani generazioni punk e rock alla musica tradizionale. Hanno dimostrato che un brano folk poteva essere "cool" e ribelle quanto un pezzo dei Clash.

Dirty old town è così diventata una canzone universale, adottata da tifoserie di calcio, cortei di protesta e comunità di tutto il mondo. È il manifesto della nostalgia per le proprie radici, anche quando quelle radici sono "sporche" e difficili.

 

 

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