mercoledì 9 febbraio 2022
RAGIONE E SENTIMENTO
domenica 28 novembre 2021
LA SANZIONE (seconda e ultima parte)
domenica 21 novembre 2021
LA SANZIONE (parte prima)
domenica 7 novembre 2021
IL MAESTRO
venerdì 17 settembre 2021
TIRI IN PORTA
sabato 19 giugno 2021
QUEL CHE NON SARO'
Preferisco andare a
sbattere contro il palo piuttosto che essere assorbito da quel didietro, due
glutei duri come il marmo. Preferisco volare in cielo piuttosto che cozzare su
quel grosso stinco rivestito di plastica. La mia vita è breve, e al termine non
c'è mai gloria. Nessuno si ricorda di me e della mia esistenza. Che non dura
attimi, ma centimetri. Posso essere sontuoso, perfetto, impeccabile, ma sempre
senza esito. Posso illudere, perché prometto molto e non mantengo mai. Vorrei
ma non riesco. Mi spengo con un tonfo secco, soffocato, subito esaurito e
consumato. Non sempre, però, la superficie che impatto è consistente. A volte
incontro cedevoli sofficità nelle quali affondo con piacere, o solide protuberanze
che mi diverto a frantumare, o ancora zone estremamente delicate che metto a serio
rischio di sopravvivenza. Spesso costringo all'emissione incontrollata di urla
grida gemiti lamenti. Si tratta tuttavia di ben misere soddisfazioni. Il mio
appagamento, si sa, sarebbe un altro. Un compimento che però non giunge mai,
una contentezza che è soltanto nei miei sogni. Chi sono? Vi state chiedendo chi
sono? Non lo avete ancora capito? Ma sono io! Io, il Tiro ribattuto respinto
ricacciato. Sono quello che appena nasce muore.
lunedì 31 maggio 2021
NON ERA BELLA
Non era bella. No, non
era per niente bella. Sarà stato per via del naso che spiccava troppo in quel
piccolo ovale, come un timone che sporge dalla poppa di una barchetta. Oppure
quei capelli castano chiaro - nulla a che vedere con una pur vaga
rassomiglianza al biondo - e così sottili, sottili come le labbra esangui. Gli
occhi, al contrario, erano molto belli. Grandi, blu, e contornati da ciglia di
lunghezza smisurata.
Lei non si vestiva, si
infagottava. Non tanto alta di statura, sarebbe stato più appropriato indossare
abiti corti, invece si imbacuccava dentro a vestiti senza forma che celavano le curve del suo corpo, vestiti dalle tonalità scure, lunghi fin sotto le ginocchia, stampati con fiorellini dal sapore triste e autunnale. E poi ai piedi portava sempre gli
stessi scarponcini, e quelle calze spesse di colore nero oppure grigio o ancora
rosso scuro.
Eppure non fu per quel
suo aspetto dimesso e tutt'altro che attraente (l'ho detto che non usava
trucco?). E neanche perché non aveva gusto e si vestiva da schifo.
Fu per quel che le
chiesi e per quello che mi rispose. E fu perché la mia fidanzata mi aveva
appena mollato. Lei sì che era davvero bella, alta e bionda. E sempre perfetta
ed elegante.
Fu soprattutto perché
mi sentivo solo.
E allora mi feci
coraggio e glielo chiesi. Le domandai di salire da me.
Per fare che cosa,
disse lei, imbarazzata.
Non lo so, sali e poi,
se vuoi, puoi rimanere.
Sempre? disse lei.
Per adesso sì, poi si
vedrà, dissi.
Subito non posso, ma
più tardi verrò.
Sul serio?
Sì.
E poi se ne andò a fare
delle commissioni. Almeno, fu ciò che disse.
E da allora non l'ho
più rivista. Anche se era brutta, non è più tornata e non l'ho più incontrata.
Come sono strane le
donne.






