Ripropongo i miei ultimi quattro libri, raggruppando i commenti critici di
alcuni lettori.
L'opera Cinque
cerchi magici (Storie bizzarre di atleti olimpici) pubblicato nel
2017, è un'antologia narrativa che esplora il lato più umano, insolito e
talvolta grottesco dei Giochi Olimpici. Attraverso una serie di racconti,
l'autore si allontana dalla cronaca sportiva tradizionale per focalizzarsi
sull'epica degli "ultimi", dei visionari o di chi ha vissuto
l'Olimpiade in modo del tutto fuori dagli schemi.
Il libro è
introdotto da citazioni celebri (Aristotele, De Coubertin) che pongono
l'accento sul valore intrinseco del partecipare rispetto a quello del vincere.
L'autore sposa questa filosofia celebrando non tanto i record mondiali, quanto
la "bizzarria" del gesto atletico e l'anima che risiede dietro lo
sforzo fisico. Il titolo stesso, "Cerchi magici", suggerisce una
visione quasi esoterica o fiabesca dello sport, dove l'evento olimpico diventa
un palcoscenico di destini eccezionali.
Nei racconti
(come si evince dai frammenti su Gordin e il maratoneta Bekele), lo sport è un
mezzo per indagare la psicologia dell'individuo. Il dialogo finale tra Gordin e
Bedozzi sul "non pensare a niente" durante la corsa rivela una
ricerca di assoluto e di vuoto mentale che eleva la prestazione atletica a una
forma di meditazione o di fuga dalla realtà.
Lo stile dell'autore è narrativo e
colloquiale, capace di mescolare il gergo sportivo con riflessioni esistenziali.
La struttura a episodi permette di spaziare tra epoche e discipline diverse,
mantenendo però un filo conduttore: l'unicità dell'esperienza olimpica. L'uso
di termini informali, nei dialoghi, ("non me ne importa un cazzo")
serve a umanizzare gli atleti, spogliandoli della divisa da eroi per
restituirli alla loro dimensione di uomini comuni.
Cinque cerchi magici è un omaggio sentito e originale al mito delle Olimpiadi. L'autore riesce
a guardare "dietro le quinte" della gloria, andando a scovare storie
che spesso sfuggono agli annali ufficiali ma che incarnano il vero spirito dei
giochi.
Invece di
concentrarsi sui soliti trionfi, l'autore cerca il lato "bizzarro" e
poetico dello sport, rendendo la lettura sempre interessante.
Gli atleti
protagonisti sono fragili ma determinati, testardi e profondamente umani. La
loro lotta non è solo contro il cronometro, ma contro i propri limiti e le
proprie ossessioni.
La brevità dei
racconti e l'efficacia dei dialoghi rendono il libro scorrevole e avvincente,
quasi come una serie di istantanee scattate a bordo pista.
L'opera è utile per riscoprire il senso dello sport oltre il business e
il successo a ogni costo. È un libro che parla di sogni, di fallimenti gloriosi
e di quella strana magia che accade quando il mondo intero si ferma a guardare
un uomo correre, saltare o nuotare.
Una lettura
piacevole e illuminante che trasforma la storia dello sport in letteratura.
L'autore ci ricorda che, sebbene le medaglie siano fatte di metallo, le storie
olimpiche sono fatte della stessa sostanza dei sogni.
No, non era come
negli sport di squadra. Quando saltava, tutti gli sguardi erano concentrati su
di lei, soltanto sul suo corpo. Gli occhi attenti degli spettatori presenti
allo stadio, ma anche l'occhio freddo della telecamera, e soprattutto gli
sguardi di milioni di persone davanti ai teleschermi.
Il libro è
disponibile, in versione digitale e cartacea, su Amazon o principali librerie
online.


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