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sabato 10 gennaio 2026

LETTURE DELLA GIOVINEZZA (11) - "L'ESTATE SCORSA" DI EVAN HUNTER


(Dodici letture dell'adolescenza che hanno fatto nascere l'amore per i libri).
 

L'estate scorsa è un'opera dello scrittore americano Evan Hunter (1926 - 2005), noto soprattutto con lo pseudonimo di Ed McBain (molto conosciuta la sua serie poliziesca dell'87° Distretto), e pubblicato in Italia nel 1974.

La violenza giovanile, con il suo groviglio di pulsioni acerbe, impulsi repressi e desideri confusi, è il cuore pulsante di questo romanzo intenso e provocatorio. Un’energia oscura e febbrile attraversa i protagonisti, ragazzi giovanissimi, quasi ancora bambini, che agiscono con una calma inquietante, come se il crimine fosse un gioco, una prova di appartenenza, una risposta a chi non rientra nei confini del gruppo. Non si tratta di una semplice devianza, ma di una dinamica che affonda le radici in meccanismi psichici e sociali contorti, spesso invisibili agli occhi degli adulti. Il romanzo non pretende di giudicare, né di offrire soluzioni. Si limita a osservare, a raccontare, a risalire alle origini di comportamenti che, a prima vista, sembrano assurdi, ma che rivelano una logica interna, una coerenza disturbante.

Il centro emotivo e narrativo della vicenda è Sandy, una adolescente ambigua, tenera e crudele, che incarna il fascino inquietante dell’ambivalenza. Attira su di sé i desideri, le fantasie, le insicurezze dei suoi coetanei, e li manipola con grande naturalezza. Sarà lei a spingere il gruppo verso l’atto violento contro Rhoda, la ragazza che non si piega, che resta ai margini, che non si lascia inglobare. Un gesto brutale, consumato con la stessa impassibilità con cui, pochi giorni prima, Sandy ha ucciso a colpi di pietra un gabbiano trovato sulla spiaggia. Un gesto che non nasce da rabbia, ma da una sorta di rituale, da un bisogno di affermare potere, controllo, identità.

L’estate, con il suo sole accecante e le sue giornate infinite, fa da sfondo a questa discesa nell’ombra. Un’isola apparentemente paradisiaca diventa teatro di tensioni sotterranee, di alleanze mutevoli, di gesti che lasciano cicatrici invisibili. Quando tutto sarà finito, quando le valigie saranno chiuse e le barche ripartiranno, di ciò che è accaduto resterà forse solo un ricordo sbiadito, un frammento confuso, un sorriso amaro. Come se quella lunga vacanza fosse stata solo un sogno, o un incubo travestito da gioco. Un’estate bruciata, che ha lasciato dietro di sé il profumo del mare e il silenzio delle cose che non si possono raccontare.

La lettura di questo romanzo così crudo e complesso lascia in un adolescente un senso di inquietudine profonda, ma anche uno sguardo più consapevole sulle dinamiche del gruppo, su quanto possa essere potente il desiderio e sull’ambiguità morale che si nasconde dietro certi gesti in apparenza inspiegabili.

 

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