L'estate scorsa è un'opera dello
scrittore americano Evan Hunter (1926 - 2005), noto soprattutto con lo
pseudonimo di Ed McBain (molto conosciuta la sua serie poliziesca dell'87°
Distretto), e pubblicato in Italia nel 1974.
La
violenza giovanile, con il suo groviglio di pulsioni acerbe, impulsi repressi e
desideri confusi, è il cuore pulsante di questo romanzo intenso e provocatorio.
Un’energia oscura e febbrile attraversa i protagonisti, ragazzi giovanissimi,
quasi ancora bambini, che agiscono con una calma inquietante, come se il
crimine fosse un gioco, una prova di appartenenza, una risposta a chi non
rientra nei confini del gruppo. Non si tratta di una semplice devianza, ma di
una dinamica che affonda le radici in meccanismi psichici e sociali contorti,
spesso invisibili agli occhi degli adulti. Il romanzo non pretende di
giudicare, né di offrire soluzioni. Si limita a osservare, a raccontare, a
risalire alle origini di comportamenti che, a prima vista, sembrano assurdi, ma
che rivelano una logica interna, una coerenza disturbante.
Il
centro emotivo e narrativo della vicenda è Sandy, una adolescente ambigua,
tenera e crudele, che incarna il fascino inquietante dell’ambivalenza. Attira
su di sé i desideri, le fantasie, le insicurezze dei suoi coetanei, e li
manipola con grande naturalezza. Sarà lei a spingere il gruppo verso l’atto
violento contro Rhoda, la ragazza che non si piega, che resta ai margini, che
non si lascia inglobare. Un gesto brutale, consumato con la stessa
impassibilità con cui, pochi giorni prima, Sandy ha ucciso a colpi di pietra un
gabbiano trovato sulla spiaggia. Un gesto che non nasce da rabbia, ma da una
sorta di rituale, da un bisogno di affermare potere, controllo, identità.
L’estate,
con il suo sole accecante e le sue giornate infinite, fa da sfondo a questa
discesa nell’ombra. Un’isola apparentemente paradisiaca diventa teatro di
tensioni sotterranee, di alleanze mutevoli, di gesti che lasciano cicatrici
invisibili. Quando tutto sarà finito, quando le valigie saranno chiuse e le
barche ripartiranno, di ciò che è accaduto resterà forse solo un ricordo
sbiadito, un frammento confuso, un sorriso amaro. Come se quella lunga vacanza
fosse stata solo un sogno, o un incubo travestito da gioco. Un’estate bruciata,
che ha lasciato dietro di sé il profumo del mare e il silenzio delle cose che
non si possono raccontare.
La
lettura di questo romanzo così crudo e complesso lascia in un adolescente un
senso di inquietudine profonda, ma anche uno sguardo più consapevole sulle
dinamiche del gruppo, su quanto possa essere potente il desiderio e
sull’ambiguità morale che si nasconde dietro certi gesti in apparenza
inspiegabili.


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