Powered By Blogger

martedì 20 gennaio 2026

CACCIA

 

"Mancano soltanto tre giorni". La voce roca di Riccardo riecheggiò nel bunker umido, un miscuglio di eccitazione e cinismo. "Tre giorni all'apertura della caccia".

Eleonora annuì, e un brivido le corse lungo la schiena.

Ogni anno era la stessa storia. La caccia ai buoni. Un’aberrazione nata decenni prima, quando la crudeltà aveva divorato l'anima dell'umanità. Essere buoni era diventato un crimine, un'anomalia da estirpare. I pochi rimasti vivevano nell'ombra, compiendo atti di gentilezza e di bontà di nascosto, sempre con il fiato sospeso. Chi veniva scoperto, entrava nella lista.

Due giorni dopo, la lista fu affissa nella piazza. Una folla silenziosa si accalcava, i volti illuminati da una curiosità morbosa. Eleonora si fece strada, il cuore che le martellava nel petto. I suoi occhi scorsero i nomi, uno dopo l'altro, fino a che un'onda di gelo la investì.

Eleonora Rossi.

Il suo nome era lì, nero su bianco. Era stata scoperta. Forse quella volta che aveva lasciato cibo per il bambino affamato nel vicolo, o quando aveva curato di nascosto le ferite di un anziano. Ogni piccolo gesto, ogni sussurro di compassione, era stato un rischio calcolato, e ora il conto era arrivato.

Andò a cercare Riccardo. Lo trovò intento a lucidare il suo fucile, gli occhi brillanti di eccitazione.

"Hanno affisso la lista" disse Eleonora, la voce ridotta a un sussurro.

Lui alzò lo sguardo, un sorriso soddisfatto. "C'è qualcuno che conosciamo?"

Eleonora esitò, la verità che le bruciava in gola. "Ci sono io, Riccardo".

Il silenzio piombò nell'ambiente, denso e pesante. Il sorriso di Riccardo svanì, sostituito da una maschera di incredulità e poi, lentamente, di orrore. Il fucile gli scivolò di mano, cadendo a terra con un tonfo sordo.

"Cosa... cosa stai dicendo?" La sua voce era strozzata.

Eleonora alzò le spalle, un gesto di rassegnazione. "Ho... ho provato a fare del bene, Riccardo. Non ce la facevo a vivere così, a vedere tutta questa crudeltà e non fare nulla".

Gli occhi del compagno si riempirono di un tormento che non gli aveva mai visto. La mente schematica di Riccardo, abituata a categorie nette  - buoni da cacciare, cattivi da sopravvivere -  era in frantumi. La donna che amava, la sua compagna, era una di loro, una "buona".

"Non è possibile. Tu non puoi essere..." disse Riccardo, incredulo.

"Invece sì," disse Eleonora. "E tu sai che cosa significa".

Il volto di Riccardo si scurì. La caccia non era solo un rituale, era la linfa vitale del loro mondo. Non ci si poteva sottrarre

"Eleonora..." La sua voce divenne un lamento.

Lei si avvicinò.

"Non c'è scelta, Riccardo. Se non lo farai tu, lo farà qualcun altro. E preferirei che fossi tu".

Lui la guardò, i suoi occhi che supplicavano una via d'uscita, una speranza. Ma non poteva esserci alcuna aspettativa in quel mondo. Non per i buoni, e forse, nemmeno per i cacciatori.

Il giorno dell'apertura della caccia, il cielo era grigio. Riccardo, con il fucile in spalla, si unì agli altri cacciatori. Il suo cuore era addolorato, ma il suo volto era determinato.

La caccia iniziò. Le urla si levarono, seguite da spari secchi.

Poi finalmente la vide. Eleonora era nascosta dietro un muro crollato. Il suo sguardo si posava su di lui. Non c'era paura nei suoi occhi, soltanto una profonda tristezza.

Marco alzò il fucile, le mani che tremavano. L'immagine di Eleonora, il suo sorriso, le loro notti nel bunker, tutto gli balenò nella mente. Ma non esitò e premette il grilletto.

Il rumore dello sparo echeggiò nel silenzio cupo. Riccardo rimase immobile, il fumo che usciva dalla canna del fucile si confondeva con le lacrime che gli rigavano il viso. Aveva ucciso la sua compagna. Ma, in un modo ancora più crudele, aveva ucciso anche l'ultima scintilla di umanità che resisteva in lui.


Nessun commento:

Posta un commento